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L'incanto della Valnerina: tra natura, cultura e spazio al design sostenibile

 

Parchi, cascate, monti e laghi: se li ami puoi collezionare viste mozzafiato nella valle attraversata dal fiume Nera.

Con un nome che ispira simpatia e curiosità, la Valnerina ti accoglie subito con la sua aria frizzante e pura, in cui è istintivo riconoscere i profumi del muschio, dei pini e dei lecci del parco fluviale, che riportano alla mente il silenzio del sottobosco.

 

 

Che tu vada in Valnerina per camminare tra le radure o per visitare i memorabili borghi, il consiglio è quello di percorrerla seguendo il tuo personale vortice di emozioni, immergendoti nei suoi colori e nei suoi suoni. Guardati intorno e ascolta le vibrazioni del fiume Nera durante la corsa veloce fino al poderoso salto della Cascata delle Marmore.

 

A mente libera e rilassata sarà molto più entusiasmante fare un tuffo nel passato, lasciandosi trasportare dalle storie degli abitanti di questa splendida e antica valle. Imparerai così che fin dall'antichità la Valnerina ha disegnato lungo le sponde del suo fiume ampi terreni alluvionali pianeggianti: le Canapine, chimate così poiché proprio lì tra Marzo e Maggio di ogni anno veniva seminata la canapa.

 

 

 

Il ciclo di vita e di utilizzo di questa pianta, che potremmo definire senza dubbio completamente sostenibile, offriva lavoro a molti abitanti della zona. Gli esperti canapari, funari e artigiani della cardatura, pettinatura e filatura della canapa vedevano nascere tessuti e corde da quello che pochi mesi prima era solo un seme.

Impossibile dunque visitare questi luoghi senza voler sapere di più su questa specie vegetale!

 

 

Il miglior modo per farlo è raggiungere il centro della valle e scoprire un antico borgo fortificato: Sant'Anatolia di Narco. Sulla piazza centrale si affaccia l'ex palazzo Comunale: è lì che oggi si trova la sede del Museo della Canapa, una delle antenne dell'Ecomuseo della Dorsale Appenninica Umbra, bandiera di richiamo del territorio.

Non immaginarlo come il classico luogo di conservazione e catalogazione del sapere, in cui attardarti in dettagli poco interessanti per la tua gita fuoriporta, piuttosto entra subito e lasciati meravigliare dalla sua originalità! Scoprirai com'è facile imparare dal passato, se ogni oggetto che vedi scatena in te la curiosità di sapere a cosa servisse.

Il Museo della Canapa, nato come luogo di scambio didattico e di trasmissione delle competenze, custodisce la storia passata e attuale del versatile arbusto, di cui, come ti ricorderà la guida, “non si buttava nulla”. Visitando il laboratorio di tessitura troverai la canapa anche nell'intonaco delle pareti sotto forma di fibra, utile in edilizia per isolare termicamente gli edifici. Passerai poi dall'osservazione dei tessuti realizzati al telaio all'innovazione di alcuni progetti in cannabis sativa stampata in 3D.

 

 

 

Proseguirai la visita e in breve tempo ti ritroverai a sapere perfino con quali sostanze naturali si tingevano i filati molti anni prima di noi!

In un'altra ala del museo poi scoprirai i Giacigli, le dimore per animali domestici progettate dallo studio COKI.

La loro struttura, creata tramite agugliatura della canapa, è stata disegnata con l'intento di riportare alla mente dei gatti e dei cani che riposano al loro interno i profumi e le superfici tipiche degli elementi naturali, beneficiando nel contempo dell'isolamento luminoso e termico, che crea un ambiente confortevole e intimo intorno all'ospite.

 

 

Gli elementi della storia passata e di quella attuale si uniscono dunque in quello che si potrebbe definire un museo in movimento e in continuo aggiornamento, un vero luogo di studio sull'eredità offerta dal passato e di ricerca sulle innovazioni della contemporaneità.

 

Conclusa la visita, potrai proseguire la tua escursione in Valnerina attraversando delle strade tortuose, in cui la vegetazione saprà incantarti, caratterizzata dalle foreste a galleria, chiamate così perché avvolgono letteralmente il corso d’acqua con le chiome delle piante. Non dimenticare di fermarti ad assaporare le prelibatezze del luogo: farro, lenticchie, olio d'oliva, tartufo e il prestigioso zafferano.

Salendo poi di quota, arrivando ai ripidi versanti della valle, ammirerai le leccete, miste ai pini d’Aleppo.

Rilasserai la mente, concedendole una sosta che varrà almeno quanto un viaggio oltreconfine, tante saranno le mete che avrai raggiunto, restando nello stesso territorio.

 

 

 

In foto: Le cascate delle Marmore

Foto: COKI.

Testo: COKI.

Collegamenti: Museo della Canapa  |  Valnerina  | Sant'Anatolia di Narco, PG  |  Cascata delle Marmore